Riflessioni sui contrasti psichici e su come la consapevolezza degli opposti favorisca il riconoscimento dei conflitti interiori e delle potenzialità creative.
Tiziana Tacconi – Sabato 24 gennaio, ore 10.00 – 12.00
1. Analisi del Metodo di Terapeutica del Colore
- Monocromo
- Fenomenologia del colore
- Metafora
Il Metodo di Terapeutica del Colore parte dall’idea che i colori non siano semplici percezioni visive, ma forze energetiche capaci di influenzare la psiche, il corpo e il mondo emotivo.
In questo percorso, la dinamica degli opposti e dei complementari è fondamentale: i colori hanno un valore non solo individuale, ma soprattutto relazionale, perché il loro significato cambia a seconda di come interagiscono tra loro.
Attraverso l’esperienza diretta dei colori, il metodo diventa un vero e proprio strumento di conoscenza di sé. I contrasti cromatici permettono di riconoscere tensioni interiori, blocchi, ma anche risorse e potenzialità creative. Dalla tensione nasce forma, dall’opposizione nasce equilibrio: ogni colore porta con sé una luce e un’ombra che, integrate, contribuiscono alla costruzione dell’identità.
2. Fenomenologia del colore: gli opposti come origine della creatività
Nella prospettiva fenomenologica, il colore non è una proprietà oggettiva del mondo, ma un’esperienza che accade nell’incontro tra chi percepisce e ciò che viene percepito.
Come direbbe Merleau-Ponty, il colore appare nello spazio condiviso tra il corpo e il mondo, nella loro “carne comune”.
Tra bianco e nero: l’arcobaleno
Bianco e nero non sono soltanto opposti, ma due soglie dell’apparire.
- Il bianco è la luce che attraversa il cosmo e che, incontrando la materia, si differenzia in colori.
- Il nero è il ritiro, il mistero, la soglia del non-visibile.
Il colore come evento creativo
Il colore nasce dalla tensione tra gli opposti. Non li cancella e non li neutralizza: li trasforma.
Ogni tonalità è un equilibrio sempre nuovo fra luce e oscurità, un evento che emerge in modo vivo e irripetibile. Per questo, la creatività non consiste nell’evitare gli opposti, ma nel saper abitare lo spazio che li separa e allo stesso tempo li unisce. Il gesto creativo fa emergere il visibile proprio da ciò che è in tensione: gli opposti non si escludono, ma diventano in grado di raccontare il mondo in un modo nuovo.
Laboratorio di Terapeutica del Colore
Nel laboratorio, il percorso esperienziale invita a:
- esplorare il nero non come assenza, ma come matrice generativa del colore
- osservare come dalla tenebra possa emergere la luce, e con essa il colore come rivelazione
- vivere l’incontro tra ciò che si nasconde e ciò che vuole mostrarsi
Il colore nasce sempre tra luce e tenebra: non è un oggetto statico, ma un fenomeno vivo.
L’osservatore partecipa attivamente all’esperienza, attraverso il corpo e la propria dimensione affettiva. Questo è, nella sua essenza, il pensiero fenomenologico applicato al colore: gli opposti rivelano il loro significato nella tensione vissuta, e l’esperienza cromatica è sempre incarnata, emotiva, oltre che visiva.
Michele Oldani – Sabato 24 gennaio, ore 13:00 – 15:00
Presentazione: la creazione necessaria
Comprendere, attraverso il corpo e l’esperienza, che ogni colore porta con sé un bisogno psichico implicito del suo complementare. L’opposto non è ciò che si nega, ma ciò che completa.
Ogni colore esprime una qualità psichica.
Visualizzare questi contrasti come dualità cromatiche, rendendole tangibili e affrontabili.
Favorire l’auto-riflessione e l’autoconoscenza attraverso l’osservazione delle reazioni personali ai colori.
- Definizione di opposti: energia psichica espressa come polarità (es. luce/ombra, conscio/inconscio, maschile/femminile)
- La psiche come tensione tra opposti: non una lotta ma una danza dinamica
- Esempi archetipici: anima/animus, ombra, sé